libri marmo | Moravia abrasivi

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libri marmo

lavorare il marmoIl libro, in elegante veste grafica, è composto di 144 pagine a colori e in b/n, arricchite da quasi cento illustrazioni-interpretazioni dell’artista torinese Alberto Bongini. Tale caratteristica rappresenta una sorta di viaggio grafico-pittorico sul territorio apuo-versiliese (comprendente le province di Lucca e di Massa-Carrara) finalizzata a fissare – tra fantasia e realtà – sia aspetti paesaggistici, sia interni come esterni di laboratori e studi a carattere artigianale e industriale. Lodovico Gierut ha voluto rendere omaggio al mondo del marmo, senza fare distinzioni, rendendo tutti veri e propri protagonisti di una storia iniziata alcuni millenni fa. Cavatori e industriali, sbozzatori e lucidatori, scultori e letterati, critici e storici dell’arte, giornalisti, amministratori pubblici… Molti sono presenti in foto (le istantanee sono 400 per un totale di 510 persone), pure con scritti che riassumono i momenti trascorsi su cui fanno leva interventi (inediti o famosi) di un corpo unico su cui una miriade di elementi argomentazionalmente coesistenti. Le 283 note bibliografiche costruiscono poi un immenso palcoscenico sul quale si snodano in piena onestà racconti e incontri, appunti e note ben utilizzabili anche a sfondo didattico.

Editore: Gierut
Genere:  arti plastiche , scultura
Argomento:  marmo

sculturaUn volume innovativo in cui un’equipe di studiosi, tutti storici esperti in questo campo, illustrano, con i loro contributi, l’importante ruolo dei laboratori, delle maestranze e del marmo di Carrara non solo in Europa ma anche nel Nuovo Continente. Chi visita Carrara oggi troverà un solo laboratorio del marmo ancora operativo: lo Studio Vicoli. Unico testimone rimasto di duecento altri laboratori storici che all’inizio del XX secolo avevano vere e proprie committenze internazionali oppure erano specializzati in particolari tipologie di scultura. Questa sfaccettata realtà è scomparsa. Tuttavia, oltre a un discreto numero di monumenti pubblici del periodo, Carrara conserva ancora molte fonti documentarie dell’epoca che hanno permesso di ricostruire il mercato della scultura non solo in Italia ma anche in Europa e in Sud America. Tra tanti spicca la famiglia Fabbricotti, una delle più attive a Carrara, legata a doppio filo alle cave della zona e alla commercializzazione del prezioso minerale. Il libro illustra le vicissitudini della cultura e della società carrarese tra Ottocento e Novecento; l’utilizzo che si fece del marmo durante i primi anni del XX secolo in Italia, le tecniche estrattive e di lavorazione allora in uso, la storia dei rapporti con l’industria artistica del marmo e con gli scultori dell’epoca, la fruizione della scultura e le sue tipologie, dai monumenti celebrativi alla scultura da giardino alle fontane.

Editore: Federico Motta editore
Genere:  arti
Argomento:  marmo Carrara

sciut_0001La tutela del patrimonio edilizio dei centri storici è oggi una istanza della collettività alla quale non si può più derogare. Tutto ciò impone un nuovo approccio alla progettazione degli interventi conservativi, finalizzati a rallentare il deterioramento dei materiali o degli elementi costruttivi della fabbrica, ripristinandone le prestazioni iniziali.
Preliminare a tutto ciò è la conoscenza totale del manufatto, della natura e del tipo dei materiali impiegati nonché delle tecniche costruttive adottate, ma è necessaria anche una approfondita opera di diagnosi, atta a fornire un quadro completo sulle cause del degrado, sui meccanismi con cui esso opera e sullo stato di conservazione della costruzione. La diagnostica è un momento assolutamente indispensabile per definire qualsiasi operazione di restauro poiché scoprire le cause che hanno portato al deterioramento del manufatto è il passo più importante per arrivare al suo risanamento; tale attività necessita di analisi strumentali mirate alla conoscenza di caratteristiche strutturali, meccaniche, chimiche e fisiche dei materiali che costituiscono gli edifici.
In quest’ambito si inserisce l’attività del “Laboratorio di Prove Non Distruttive su materiali per l’edilizia” che, sin dalla sua costituzione, è stata imperniata su ricerche finalizzate alla elaborazione di procedure per l’utilizzazione di strumenti non distruttivi, riguardosi cioè dell’integrità del materiale esaminato.
Il presente contributo si inserisce in un indirizzo di ricerche che tende al recupero di una continuità storica del costruire, cercando di perpetuare l’uso dei materiali tradizionali come le pietre e i marmi, che da sempre hanno costituito il corpo e la pelle dell’architettura, riportandole però nell’attuale cultura del progetto che le considera prodotti edilizi in grado di dare risposte globali in termini di architettura.

Autore: Gaetano Sciuto
Genere:  Architettura, urbanistica
Argomento: Pietre marmi
Moravia abrasivi
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