La cava e la luna | Moravia abrasivi

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La cava e la luna

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CARRARA. Lo scenario, suggestivo, di una cava di marmo, (cava Olmo), nel bacino di Colonnata. Il valore aggiunto di una notte di plenilunio. E uno spettacolo musicale, dal rock all’eleganza di violino e fisarmonica, passando per le cover di Toquino e la grande canzone napoletana. Il tutto per un fine nobile: l’incasso della serata (l’appuntamento è per venerdì prossimo, 15 luglio e non c’è alcun biglietto ma solo un’offerta libera) sarà devoluto a un grande progetto: quello targato Ciai onlus, destinato a costruire scuole in Etiopua, nella zona del Gamo Gofa. Si annuncia come l’evento dell’estate lo spettacolo «La cava e la luna» organizzato dall’associazione «I non tesserati» con il patrocinio del Comune e gli sponsor cave Lazzareschi, Valta, Versilia marmi e Vimar. Una notte magica. E un omaggio alla luna, al marmo e alla musica. Ma con lo stile, originale, dell’associazione, nata lo scorso gennaio, “I non tesserati”: 130 fra imprenditori, pensionati, liberi professionisti e operai, che hanno deciso, come cui spiega il presidente l’industriale del marmo Alvise Lazzareschi: «Di mettere la propria energia al servizio di una solidarietà nazionale e internazionale libera da appartenenze e ideologie». E il primo grosso progetto in cui saranno coinvogliate energie, e risorse, è legato al progetto del Ciai onlus, un’organizzazione, tenuta a battesimo in passato dal compianto Raimondo Vianello, che si occupa di importanti iniziative legate alla scolarizzazione nel sud dell’Etiopia. Un grande obiettivo per quella che si annuncia come una bellissima serata, nel cuore delle Apuane. La prova del nove lo spettacolo dei Non tesserati lo ha già avuto: al teatrino dei Redenti di Montecarlo di Lucca, nei mesi scorsi, ha registato il tutto esaurito. Adesso c’è il battesimo del fuoco: nella cava Olmo, a Colonnata.
«La cava e la luna». Un modo davvero suggestivo per celebrare il plenilunio che, venerdì prossimo, avrà la massima visibilità. E così la cava Olmo, illuminata da quella luce speciale, assumerà una dimensione particolare, da paesaggio lunare. Qui, fra blocchi e bancate, uno spettacolo davvero originale. Tanti gli artisti presenti: a fare gli onori di casa il presidente dei Non tesserati, Alvise Lazzareschi, accompagnato da Debora Santoni, voce narrante. Sul palcoscenico di «oro bianco» il duo Adrenalinando: Adriano da Volegno e Fernando Lazzoni si cimenteranno in un repertorio ricchissimo, dall’ukulele hawaiano fino al mandolino napoletano, da «Somewhere over the rainbow», celebre colonna sonora del «Mago di Oz» fino alla «Tammurriata nera» della tradizione partenopea. E poi il rock dei Radio zero, la musica di Carlo Vannucci e Francesco Piazza. Fino alle note eleganti del duo violino-fisarmonica, composto da Carla Mordan e Endrio Luti. E i cavatori diventano una band. Sono al grande debutto. E si presenteranno con un brano davvero particolare, la canzone popolare «Garibaldi fu ferito», riadattata in ritmo blues. Loro sono i cavatori della ditta di Alvise Lazzareschi, e non solo. Una ventina di operai che per una sera andranno in cava non per lavorare, ma per cantare, con la band «Quarry men ensamble». Intanto questi operai hanno dimostrato di avere davvero un grande cuore: tutti insieme hanno deciso di donare una giornata di lavoro (in termini economici) al progetto «A school for children» del Ciai.

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