Marmi Carrara | Moravia abrasivi

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Marmi Carrara

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CARRARA. Una crescita esponenziale: l’utile della Marmi Carrara, già eccezionale nel 2009, è aumentato di quasi il 50% nel 2010, arrivando a quota 2,6 milioni di euro. Un successo che aumenta, per l’azienda presieduta da Luigi Piacentini e di cui è amministratore delegato Andrea Rossi del Fiorino; i restanti consiglieri sono Giancarlo Tonini, Alberto Franchi, Ciro Gaspari, Bernarda Franchi, Alberto Rossi e Costanzo Volterrani. Anche per il 2010, il trend dell’export non cambia: si esporta soprattutto blocchi, e si esporta per quasi la metà del materiale in Asia (Cina in particolare). Tanto per avere un’idea dei volumi – i dati sono ricavati dalla relazione di bilancio – nel 2010 la Marmi Carrara ha venduto blocchi di marmo per circa 16 milioni di euro; lastre per 1,4, lavorati per 1,6. In Italia ha venduto per un controvalore di 6,7 milioni, in Asia per 9,97 milioni. Abbastanza importante anche il mercato del Nord Africa, a quota 1,3 milioni ma è evidente che rispetto all’Asia la percentuale è minima. Quello della Marmi Carrara sembra quindi un modello di business consolidato e che funziona, come mostra la tabella del conto economico che mette a confronto sia volumi di vendite che ricavi e utile: il costo del personale è praticamente costante, a salire sono il fatturato e soprattutto il guadagno, evidentemente funzionano le economie di scala e il progetto. Il bilancio della Marmi Carrara è indicativo anche perché l’azienda è davvero il colosso cittadino – e quindi, mondiale, come abbiamo scritto più volte – del bianco. Ricordiamo che la Marmi Carrara commercializza soprattutto il bianco proveniente dalle tre cooperative di Gioia, Lorano e Canalgrande. Le destinazione dei blocchi e delle lastre sono ricavate dalla tabella apposita sulle aree geografiche che è allegata alla relazione. Una conferma che il bianco continua ad avere un mercato importante, e che è la Cina a fare la parte del leone. Gli Stati Uniti pesano per circa 223mila euro, altri Paesi dell’Unione europea (esclusa l’Italia) per 525mila. Contrariamente all’anno scorso, in questa relazione non è stato inserito (o almeno, noi non li abbiamo trovati) il prezzo medio di vendita dei blocchi a tonnellata, che nel 2009 era stato di 157 euro. Visto il guadagno super, difficile pensare che il prezzo medio sia diminuito, anzi. E per il 2011? Tutto lascia pensare che andrà ancora meglio, a giudicare dai dati già pubblicati ieri sui primi quattro mesi dell’export del lapideo: la vendita di blocchi e lastre ha infatti registrato un aumento del 6,4% in quantità e del 21,4% in valore. Insomma, finalmente sembra che si stia apprezzando anche il marmo. Rimane il problema della lavorazione in loco, della possibilità di trasformare più marmo nella nostra città. È un problema complesso, per ora i benefici del forte rilancio del prodotto marmo sono ancora concentrati soprattutto al monte. M.B

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